Costellazioni Familiari

Le costellazioni familiari e sistemiche sono un metodo che permette di lavorare sull’individuo in quanto “essere in relazione con ciò che lo circonda” e non semplicemente come individuo separato dal suo ambiente di vita e familiare.

Ogni essere umano nasce in una piccola comunità, che è la propria famiglia, questa rappresenta l’unico mondo fruibile per i primi anni.

Successivamente in modo progressivo ci si allontana dal nucleo familiare per relazionarsi con il resto del mondo circostante a piccoli passi ma facendo riferimento sempre alla famiglia di origine.

Dalla famiglia di origine s’impara per imitazione anche semplicemente vivendo accanto a tutti i componenti e condividendo un momento importante della propria esistenza. Da queste relazioni si acquisiscono strumenti importanti per la vita, per la relazione con gli altri.

Nei gesti e nelle parole che ogni componente della famiglia mette in atto sono sotto intese e quindi presenti, anche modi di vivere e pensare che da generazione in generazione si tramandano in forma di cultura e tradizione familiare.

Con tutte le persone di riferimento con le quali si entra profondamente in relazione ci si nutre anche di un modo di sentire e vivere pensieri, sentimenti ed emozioni.

Tramite le costellazioni possiamo riferirci a questo bagaglio energetico per vedere la nostra vita, i nostri problemi o le nostre relazioni in modo semplice e senza la mediazione della mente e di tutti quegli schemi e immagini mentali vecchie che spesso sono all’origine delle nostre sofferenze.

Si tratta di un metodo “fenomenologico” in cui si cerca di risolvere un problema o si desidera vedere il presente in modo chiaro, non con le parole o sviscerando mentalmente le cause.

Si svolge solitamente in un contesto di gruppo, insieme a persone che desiderano anche semplicemente migliorare la qualità della propria vita e di chi gli sta accanto.

Tramite un’esplorazione fenomenologico in cui si rappresenta il problema preso in esame, si rivelano i punti deboli e i punti di forza della persona e si “guardano” le dinamiche che hanno portato al presente.

Con una rappresentazione si possono sciogliere i vincoli e gl’intrecci che si sono generati in noi e che a volte c’impediscono una crescita equilibrata, oppure per superare momenti difficili della vita. Spesso si tratta di irretimenti e identificazioni con la vita e con le forze che appartengono alle persone intorno a noi che c’influenzano e non ci permettono di abbandonarci alla nostra esistenza in modo libero e sereno.

Con le costellazioni si possono definire anche i limiti che ogni persona pone inconsciamente nei confronti del proprio successo nella vita e nel lavoro. Anche i figli, i bambini e gli adolescenti difficili, gli alunni che non riescono a scuola, non sono altro che elementi di un sistema che se risulta in disordine genera problemi.

I comportamenti difficili dei bambini e degli adolescenti sono quindi l’effetto di disordini e irretimenti presenti nella famiglia. Per irretimenti intendo comportamenti che assumiamo se il nostro “essere” anzichè essere proiettato verso la realizzazione della propria vita, è in qualche modo distratto o portato via da problematiche relazionali e familiari o da sentimenti legati a traumi propri o delle persone che ci stanno accanto.

Tramite le costellazioni si ristabilisce un ordine interno che riporta la persona verso la propria vita e verso il successo.

 

1. La vita e le immagini interiori 

Ogni giorno della nostra vita è un giorno nuovo, esso porta con sé un infinito potenziale di realizzazione e di esperienze. Non esiste un giorno uguale ad un altro, perché́ anche se tentiamo in tutti i modi di sottrarci alla bellezza e alla grandezza della vita progettando e organizzando ogni istante della nostra esistenza, qualcosa ci sfuggirà̀ sempre. Qualunque sia il grado di realizzazione di vita cui siamo arrivati fino a questo preciso istante, è importante essere consapevoli di vivere all’interno di schemi mentali costruiti da noi stessi per arginare principalmente la paura inconscia che il senso d’infinito dell’esistenza ci mette davanti. 

In passato abbiamo avuto bisogno di creare una chiara distinzione tra ciò̀ che era bene e ciò̀ che era male per noi, ciò̀ che era giusto e ciò̀ che era sbagliato, abbiamo stilato innumerevoli liste di buoni e cattivi da tenere vicini e lontani per assicurarci il nostro bene. Abbiamo affidato al nostro intelletto il compito di guidarci nella vita quotidiana per proteggerci da cattivi incontri o brutte esperienze così da poterci muovere sempre all’interno di un campo protetto e sicuro. 

Quando eravamo bambini, erano le esperienze dei nostri genitori e degli adulti a cui eravamo affidati, che segnavano i nostri primi passi. La nostra vita affidata nelle loro mani li rendeva come delle divinità̀ ai nostri occhi, così le prime immagini del mondo, le credenze, le idee in merito alla vita le abbiamo formate all’interno della nostra famiglia. Totalmente affidati ai nostri genitori e a possibili adulti di riferimento, ci siamo nutriti dell’amore e della vita familiare.

Per quanto la nostra vita non inizi in una condizione di tabula rasa, poiché́ è insito in noi, al pari del nostro DNA, un codice genetico dell’anima che ci fornisce degli strumenti per poter affrontare la nostra nuova esistenza, sarà̀ proprio la vita all’interno della comunità̀ a cui apparteniamo a farci costruire le prime e più̀ importanti immagini del mondo, dei valori della vita e delle relazioni. Ognuno nasce in una famiglia che rappresenterà̀ tutto l’universo esperienziale possibile e fruibile per molti anni. Sarà con piccoli passi e guidati dai componenti proprio della famiglia, che si costruirà̀ la strada verso il mondo esterno allontanandosi progressivamente dal nucleo familiare. 

La vita ha avuto inizio da un atto d’amore e l’energia dell’atto d’amore, della gestazione, della nascita, è gran parte della forza che si ha a disposizione per portare avanti la propria esistenza.
L’amore è la manifestazione della più̀ grande forza esistente nella dimensione terrena della vita. Si può̀ anche immaginare che derivi da forze ancora più̀ grandi, ma a non è dato saperlo razionalmente, si può̀ soltanto imparare a mettersi in ascolto e a percepirne la presenza.
Ogni volta che entriamo in relazione profonda con una persona, questa farà̀ parte della nostra esistenza, sarà̀ uno scambio di energia e di vita che possiamo definire uno “scambio d’amore”.
Esiste una forma di amore che ci spinge sempre avanti, è quell’amore che ci da vita, ci sostiene e ci permettere di crescere ogni giorno. Esiste anche un amore che non ci spinge verso la vita, che ci tiene legati ai genitori anche in età̀ adulta in modo così stretto da non permetterci di andare avanti oltre la soglia di casa. È la nostra necessità di sostegno e di dipendenza per crescere che ci tiene legati alla nostra famiglia e crea legami tanto profondi, che generano silenziosi patti di fedeltà̀ e a volte di sacrificio.
Questi legami diventano ciò̀ che Bert Hellinger ha definito “irretimenti”.
Si può̀ sacrificare silenziosamente la propria vita portando nel cuore il peso che si può̀ percepire appartenente ad un genitore. È una forma di sacrificio anche quando si vive la propria vita così come avrebbe voluta viverla uno di loro. Così volte si assumono comportamenti che portano a voler colmare gli squilibri del proprio sistema familiare.
Vivere in relazione con un sistema familiare vuol dire vivere in una comunità̀ di destini. A questa comunità̀ appartengono anche i destini dei nostri antenati che possono riflettersi in noi, soprattutto se sono stati tragici. Così a volte può̀ accadere che in qualche modo si portino avanti questi destini, come se si agisse per loro conto.
Crescere, diventare adulto, significa fare un passo avanti, allontanarsi dal nucleo familiare di origine pur tenendo nel cuore tutto l’amore possibile verso le proprie radici. Molto spesso invece, le dinamiche familiari ci tengono in qualche modo incatenati alle origini e diventando “fedeli” al destino dato proprio dalla forza del nostro sistema di familiare, che sembra incombere su tutto.
La “fedeltà̀”, o più̀ chiaramente il principio di fede, è la necessità di dare ascolto a ciò̀ che viene detto senza avere la possibilità̀ di verificare la veridicità̀ e la forza di ciò̀ che si assume per vero.
La fede ci rende spesso assenti e ci fa assumere comportamenti inconsapevoli, ci rende deboli e bisognosi di aiuto, in altre parole, la fede ci rende “piccoli”. La fede non ci rende responsabili delle nostre azioni né tanto meno consapevoli di esse.
Ogni esperienza, diretta e indiretta della famiglia ci appartiene. Ogni istante vissuto lo conserviamo dentro di noi in forma di immagine interiore o emozione.
Tutto ciò̀ che colpisce la nostra attenzione forma immagini nella mente, immagini che saranno in continuo mutamento nel processo di scoperta, apprendimento e conoscenza del mondo esterno a noi. Sappiamo bene dagli studi di psicologia come la mente, tramite i sensi che rappresentano gli strumenti per esperire il mondo esterno, subisca continuamente un numero infinito di stimoli esterni e soltanto quelli che arriveranno alla nostra parte consapevole, saranno ricordati e usati coscientemente. Il resto delle informazioni che la mente riceve dagli organi di senso rimarranno apparentemente inattivi nell’inconscio, formando un immenso bagaglio di informazioni. La nostra mente, immersa in uno stato di ricezione non è interessata soltanto dalle immagini nuove ma conserva e tiene presente anche immagini appartenenti al passato. Una terza serie di immagini che affollano la mente sono generate da fantasie e proiezioni verso un futuro lontano e prossimo. 

Tutto questo bagaglio di immagini, sempre attive in una certa dimensione, mantiene attivo il contatto con tutte le sensazioni e le emozioni ad esse correlate.
Gli anni trascorsi alla Hellinger®shule mi hanno insegnato che l’immaginazione, non riesce mai ad essere grande quanto la realtà̀ che abbiamo intorno. Per quanto poss
a sembrare strano, la realtà̀, che ci circonda e che ci appartiene, è talmente vasta da poterci stupire ogni volta che ad essa ci riferiremo con consapevolezza e con serietà̀. Le costellazioni familiari e sistemiche di Bert Hellinger possono mostrarci come ciò̀ che pensiamo far parte della nostra vita, è solo una infinitesima parte della realtà̀ che ci appartiene e con la quale siamo costantemente in contatto. 

La vita quotidiana l’abbiamo costruita nella nostra mente, grazie ad una serie di immagini interiori che ripetiamo ciclicamente, e a cui ormai siamo legati. Queste ci impediscono di vivere e comprendere pienamente il nostro presente.
Tutto il nostro passato e tutte le esperienze vissute direttamente e indirettamente, appartenenti alla sfera familiare che portiamo dentro, prendono la forma di immagini interiori e queste rimangono nella nostra mente. Esse si sovrapporranno alla realtà̀ esteriore della vita quotidiana influenzando continuamente ma soprattutto inconsciamente. Da adulti si crede di avere un’idea abbastanza chiara di come funzioni il mondo e s’immagina di avere l’esperienza sufficiente per poter fare della vita ciò̀ che si desidera. A volte succede anche il contrario, si pensa di non poter avere dalla vita ciò̀ a cui si aspira perché́ la realtà̀ è troppo lontana dal proprio progetto di vita. Così ci si adagia e ci si addormenta, si crolla davanti ad una realtà̀ che sembra incomprensibile ed ineluttabile. Le esperienze di vita possono segnare la propria strada e a volte si ha la sensazione di essere in un vicolo cieco da cui non poter più̀ uscire. Chi vive momenti difficili, che a volte si protraggono per anni, è immerso in un’immagine interiore dell’esistenza da cui non riesce a prendere le distanze, mentre la vita quotidiana gli scorre davanti. 

Rimanere connessi al passato, pur vivendo la vita quotidiana, è stata l’immagine che è emersa nella costellazione di Ester. Una donna di quarantaquattro anni che si è rivolta a me per risolvere i suoi conflitti interiori con il padre. Mettendo in scena la sua famiglia di origine, il padre, la madre, la sorella maggiore e lei stessa, è emerso subito come la rappresentante di Ester manifestasse atteggiamenti aggressivi nei confronti del padre e della madre, che non erano tipici di una relazione genitore figlia. Chiesi alla cliente, se era a conoscenza di un partner precedente del padre o della madre e confessò che il padre aveva lasciato una fidanzata prima del matrimonio non appena conobbe la madre. Mettendo in scena una rappresentante per la ex fidanzata, questa iniziò a girare intorno a tutti i rappresentanti a passo lungo e sbattendo i talloni per terra, attirando l’attenzione. Quest’ultimo atteggiamento mostrato dalla rappresentante è tipico delle amanti nascoste e dei partner precedenti ad un matrimonio. Non appena chiesi ai rappresentanti di rivolgere l’attenzione alla rappresentante della ex partner del padre questa iniziò a rallentare il passo fino ad avvicinarsi a tutta la famiglia. Iniziai un processo di riconoscimento, invitando tutti i rappresentanti a guardare verso l’ex fidanzata del padre e a riconoscere la sua presenza. Il passo successivo fu il far riconoscere ad ogni componente della famiglia quanto essi fossero in debito verso la ex fidanzata del padre che, lasciando il posto alla madre permise alla famiglia di formarsi. Quando ciascun componente della famiglia disse alla rappresentante: “riconosco quanto ti è costato tutto questo e ti ringrazio” poté́ iniziare a rivelarsi la dinamica nascosta. La rappresentante della ex fidanzata iniziò a piangere e ci fu un abbraccio di accoglienza da parte della cliente e della rappresentante della ex. Tutti i componenti della famiglia riconobbero il valore ed il prezzo che dovette pagare l’ ex fidanzata del padre e la cliente poté́ sentire interiormente come stesse portando dentro di sé tutto il peso, il rancore e la sofferenza della ex fidanzata abbandonata. Succede spesso che un ex partner venga rappresentato in famiglia da un figlio oppure una figlia qualora non sia stato riconosciuto il suo valore e non gli sia stato dato il giusto posto e compreso il prezzo che dovette pagare per lasciare spazio ad un altro partner. La costellazione portò alla luce le dinamiche silenziose tra i membri della famiglia e chi appartiene ad essa pur non facendone parte direttamente. Una dinamica del passato non risolta, permane e viene rappresentata da qualcuno in famiglia. La rappresentazione mostrò anche un’altra immagine, confermata successivamente dalla cliente in un secondo incontro, l’ex fidanzata del padre rimase legata a lui interiormente e non costruì̀ una nuova vita relazionale ed una nuova famiglia a causa del suo il passato non risolto interiormente. Soltanto guardando con amore la sofferenza dell’esclusa, accogliendo e ridando il giusto posto, Ester poter dar vita ad un movimento interiore risolutore. 

Quando si vive un evento traumatico, a volte le immagini e le emozioni da esso generate permangono negli occhi interiori della propria anima. Si entra in uno stato di separazione interiore dal proprio sé. Quando questo accade, per quanto si cerchi di vivere la propria vita quotidiana, interiormente si rimane connessi all’esperienza vissuta e non superata. È come se si continuasse a guardarla. Ciò̀ che accade quando si rimane legati al passato, è principalmente la perdita del contatto con il presente. 

Con le costellazioni familiari possiamo aprire il campo della nostra esistenza e vedere quali movimenti interiori seguiamo silenziosamente. Possiamo ritrovare il contatto con tutto ciò̀ che ci appartiene per vedere la vita, le nostre relazioni e tutto ciò̀ che immaginiamo essere un problema per noi senza la mediazione della mente. Possiamo fare esperienza e prendere consapevolezza di tutti gli schemi e vecchie immagini interiori che spesso sono l’origine delle nostre sofferenze. Ogni esperienza di vita ci porta ad avere un’immagine nuova o differente di una piccola realtà̀ che ci appartiene; il nostro impegno è creare una immagine completa della nostra esistenza che ci permetta di avere una visione del “tutto”, un’immagine sempre più̀ grande, sempre più̀ ampia della vita.
Ogni esperienza di vita, ogni dettaglio deve far parte di un quadro sempre più̀ completo. 

Immaginate di guardare un paesaggio, se osservate con attenzione, vi accorgerete che esso sarà̀ formato da infiniti particolari e ogni particolare può̀ essere degno di attenzione. Quando si osservano con attenzione tutti gli elementi che formano un paesaggio, si focalizza un elemento o pochi elementi per volta. Alla fine, soltanto se si abbandona la mente analitica e l’osservazione particolareggiata e ci si apre alla maestosità̀ di ciò̀ che si ha davanti, si può̀ vivere un’esperienza completa e appagante della realtà̀. Così accade nella propria esistenza. È importante osservare anche i minimi dettagli della propria vita, ma sarà̀ necessario, alla fine, mettere tutto insieme per dare un senso compiuto ad ogni elemento, creando un’immagine d’insieme dove sarà̀ presente tutto. Una immagine che andrà̀ oltre la semplice somma di ogni piccolo particolare. 

1. 1. Le costellazioni familiari come metodo di crescita personale e collettiva 

In oltre trent’anni di ricerca da parte di Bert e Sophie Hellinger, le costellazioni familiari e sistemiche hanno portato alla luce come un metodo di lavoro semplice e diretto possa agire in modo profondo nell’essere umano. La costellazione principalmente è un lavoro di gruppo in cui si mette in scena una questione importante per il cliente con l’aiuto dei presenti. Coloro che presteranno aiuto per lo svolgimento della costellazione sono definiti rappresentanti, perché́ non faranno altro che mettersi a servizio rappresentando un ruolo o una persona. I rappresentanti saranno presi da un movimento che li porterà̀ a comportarsi come se fossero realmente la persona direttamente interessata. Mettere in scena una dinamica familiare o di vita, porta il cliente a poter guardare dall’esterno qualcosa del proprio passato cristallizzatosi in un’immagine interiore o appartenente al proprio sistema familiare. Con le costellazioni familiari si scopre come il proprio vissuto interiore possa aver generato un disordine interno in merito alle proprie credenze e alle proprie esperienze e come questo in forma di immagine interiore possa avere generato una visione distorta della realtà̀. 

Le costellazioni familiari procedono in modo puramente fenomenologico. Con il termine fenomenologico s’intende un lavoro pratico che si svela di volta in volta in modo nuovo senza un intervento arbitrario che segua regole strette o precise. Il facilitatore (colui che conduce una costellazione) ed un cliente (colui che richiede una costellazione), si esporranno alla realtà̀ che apparirà̀ loro davanti grazie alla costellazione, rimanendo neutri. All’inizio di una costellazione, tutto può̀ risultare oscuro e incomprensibile, successivamente i movimenti dei rappresentanti porteranno alla luce le dinamiche nascoste, e si mostrerà̀ con chiarezza la soluzione o semplicemente il passo da compiere 

per accogliere e affrontare la propria vita. Se il cliente o il facilitatore, lavora con un concetto astratto in mente, o associa le dinamiche che si manifestano ad informazioni pregresse per trovare una soluzione tra quelle già̀ utilizzate in passato, molto probabilmente non ci sarà̀ alcuna soluzione, o alcuna nuova comprensione. Con un atteggiamento sbagliato non potrà̀ manifestarsi nessuna realtà̀ concreta e risolutiva. Ogni costellazione appartiene al cliente e ad ogni dinamica può̀ concorrere un infinito numero di elementi secondari importanti. 

Le costellazioni a volte rivelano dinamiche molto complesse nascoste all’interno di una famiglia, in questi casi sarà̀necessario poter guardare una parte importante della propria vita da diversi punti di vista, anche con più̀ costellazioni, in modo da avere una immagine completa e ampia della realtà̀. 

1. 2. Immagini interiori 

La mente conserva tutte le esperienze principalmente in forma di immagini. Le emozioni sono un processo prima di tutto somatico, ossia una risposta del corpo ad eventi esterni ed interni, queste rimangono interiorizzate sotto forma di immagini interiori e ad esse verranno associati i ricordi delle esperienze che li hanno generati. Se si tenta di tornare indietro ad un ricordo passato, i primi elementi che sorgeranno saranno immagini dei momenti vissuti e delle emozioni ad esse correlate. 

Le esperienze vissute e conservate sono il nostro bagaglio di conoscenza e di esperienza a cui attingiamo continuamente per affrontare la vita. Seguendo le immagini interiori consapevolmente e inconsapevolmente filtriamo e giudichiamo la realtà̀ che ci apparirà̀ davanti in ogni istante a volta anche prima che questa possa manifestarsi. Se abbiamo discusso animatamente con un vicino di casa e la discussione ha generato rancore ed ostilità̀, ogni volta che lo incontreremo emergeranno le tensioni irrisolte. Se abbiamo vissuto dinamiche familiari complesse, i ricordi del passato influenzeranno le relazioni interpersonali anche dopo vent’anni. I ricordi e le emozioni generatesi, non permetteranno di vivere il presente. Immersi in questo mondo interiore pieno di immagini e ricordi, e presi dalle dinamiche irrisolte, spesso si perde il contatto con la realtà̀ e con i valori della vita. 

A chi non è mai capitato di riscoprirsi assorto, distratto, portato via da una immagine, da un sogno ad occhi aperti, mentre si faceva altro. In questi momenti, qualunque cosa passi davanti agli occhi non viene vista, come se non esistesse. Poi all’improvviso si ritorna in sé e ci si accorge che qualcosa ci aveva distratto, ci aveva portato via. Così accade continuamente seguendo le nostre immagini interiori, il nostro campo di esperienze passate è dentro di noi e ad esso siamo rivolti, a volte presi con tanta forza da questo passato da non vedere come il presente sia completamente differente. 

Una parte importante delle nostre esperienze, soprattutto quelle condizionanti o traumatiche, risiede nel nostro inconscio, una parte della nostra psiche a cui non abbiamo facilmente accesso. Tutte le esperienze raccolte nell’inconscio sono fuori dal controllo della consapevolezza e lentamente e 

progressivamente emergono in uno stadio intermedio detto subconscio in cui iniziano ad interferire con la mente cosciente influenzandola. Gli effetti delle immagini inconsce sono potenti e quasi totalmente inconsapevoli.
Le costellazioni familiari agiscono tramite il mutamento dell’immagine interiore. Quando possiamo vedere con i nostri occhi e dall’esterno come si è generata una dinamica relazionale e quali elementi, persone e relazioni secondarie fino a quel momento sconosciute hanno partecipato alla nostra esperienza, cambia la nostra visione della realtà̀. Questo cambiamento avviene interiormente e andrà̀ a sostituire l’immagine che avevamo generato in passato. Non appena si mostrerà̀ agli occhi dell’interessato la dinamica nascosta, questa agirà̀ interiormente. 

Come afferma Bert Hellinger: “… Si cerca l’immagine finale in più̀ passi. Spesso si mostrano prima gli estremi, verso i quali il sistema sta procedendo, e poi in più̀ passi si cerca la soluzione migliore. In questo modo si ottiene una immagine d’insieme”.1
Le costellazioni familiari ci permettono di partire dall’osservazione della realtà̀ ampliata ed oggettivizzata, portando fuori la nostra attenzione dalla mente, mostrandoci come le immagini interiori non sono altro che una piccola visione soggettiva di una realtà̀ molto più̀ vasta. Un elemento importante che le costellazioni attuano in modo diretto, è togliere ogni possibile intenzione del cliente dalla dinamica che egli vuole affrontare in modo da non farla influenzare e renderla oggettiva. Se un cliente tenta di parlare molto in relazione ad un problema o ad una questione che desidera affrontare, probabilmente tenterà̀ di influenzare il facilitatore, tentando di fornire ancora una volta la propria immagine interiore, la propria ragione a scapito di una ragione più̀ ampia e oggettiva. Difficilmente un cliente desidera riconoscere pienamente i propri errori o le proprie responsabilità̀ in merito ad una faccenda relazionale, ogni persona è sempre chiusa dentro le proprie ragioni. La forza delle costellazioni nasce proprio dal levare ogni possibile ulteriore interpretazione da parte del cliente. I movimenti che saranno messi in atto non potranno essere governati o influenzati dal diretto interessato che così sarà̀ messo davanti ad una realtà̀ oggettivizzata. 

Le forze che la vita muove non seguono i nostri pensieri o le nostre idee in merito alle dinamiche in cui ci sentiamo coinvolti. La risoluzione delle dinamiche a noi sfavorevoli può̀ iniziare soltanto riconoscendo ciò̀ che la realtà̀ ci mette davanti ed accogliendola pienamente. Il riconoscimento avviene quando la dinamica in questione, svelando retroscena e responsabilità̀ differenti dalle immagini mentali passate, muove interiormente l’interessato in modo consapevole e non razionale verso una nuova immagine. Si tratta di far risuonare la nuova realtà̀ dentro di sé, sino a raggiungere la propria anima, così poter prendersi cura di sé stessi e guarire anche da traumi profondi. È importante tenere la mente razionale fuori dalla portata di questo lavoro, la logica rallenta fino a bloccare il processo di cambiamento.
Bert Hellinger afferma: “… alcuni ritengono che se hanno una immagine debba essere giusta, o che, se sentono qualcosa, questo sia giusto. Non è così: Ci sono tuttavia delle immagini che vengono dal guardare in raccoglimento nel buio, senza intenzioni, senza obiezioni, senza paura. Allora, viene alla luce un’immagine risolutrice. Questa ha una qualità̀ diversa da quelle che mi faccio o che mi vengono semplicemente così. Quando una immagine di questo tipo emerge, è in luce e viene comunicata, rimane anche impressa”.

Seguire il proprio sentire porta spesso a ripercorrere i passi che si sono compiuti fino a quel momento, con il rischio di tornare indietro e di conseguenza allontanarsi da una soluzione. Questo accade perché́, chiusi nel proprio mondo interiore, ogni scelta, ogni nostro pensiero o azione è mossa da un’intenzione. Questo atteggiamento applicato ad un tentativo di comprensione o soluzione di un quesito, è più̀ facile che aggiunga ulteriori motivazioni a sostegno delle proprie credenze, e delle motivazioni che tengono in piedi i propri problemi, piuttosto che risolverli.
La forza dell’immagine risolutrice delle costellazioni familiari è stata dimostrata empiricamente dal Dott. Höppner. La base scientifica della sua ricerca sperimentale è stata dimostrare come l’immagine risolutrice influenzi il concetto di sé.
Il Dott. Höppner utilizzò il “concetto di sé” derivato dalla teoria del sé coerente di Epstein per avere un elemento di paragone riscontrabile nella psicologia moderna. Il risultato dimostrò un miglioramento delle condizioni psichiche, un miglioramento dell’atteggiamento individuale rispetto al sé e una diminuzione del carico psichico. La differenza sostanziale dell’approccio delle costellazioni in merito all’immagine risolutrice interiore, è che la psicologia moderna basa gran parte del lavoro sulla modifica della memoria e dunque lavora sui ricordi, mentre l’immagine interiore generata da una costellazione ha una valenza interiore ed energetica notevolmente più̀ ampia.
Con le costellazioni familiari possiamo aprire il campo della nostra esistenza e vedere quali movimenti interiori seguiamo silenziosamente. Ogni esperienza di vita ci porta ad avere una immagine nuova o differente di una piccola realtà̀ che ci appartiene; il nostro impegno è creare una immagine completa della nostra esistenza che ci permetta di avere una visione del “tutto”, una immagine sempre più̀ grande, sempre più̀ ampia della vita.
Guardare la realtà̀ e trovare soluzione dove sia possibile, o semplicemente poter accogliere la realtà̀ in modo più̀ completo e armonico, è realizzabile soltanto con l’aiuto concreto e neutro di qualcuno che possa guidare la persona interessata e aiutarla a sostenere una nuova immagine.
Questo capita spesso quando una persona ritorna ad osservare la propria relazione con un genitore. Soprattutto se è una relazione disturbata, una relazione che ha avuto diversi momenti difficili con discussioni e litigi, spesso un figlio perde il contatto con un genitore e si dimentica dell’amore che ha portato alla propria nascita. Quando si generano queste dinamiche interiori, i figli chiusi nel proprio dolore, derivato magari da un momento difficile della loro crescita, non si sentiranno più̀ amati dai propri genitori. Ricreando la dinamica relazionale genitore figlio in una costellazione si può̀ scoprire come l’amore genitoriale possa essere sempre presente e forte. Potrebbe essere portato alla luce anche una dinamica secondaria e scoprire che figlio oppure il genitore possa essere distratto da altre dinamiche relazionali familiari. Chiusi nel proprio dolore si perde di vista la connessione più̀ importante della propria vita: l’amore e il legame genitoriale. Il cliente che si ritroverà̀ davanti alla dinamica relazionale generata dalla costellazione, scoprirà̀ quanto questa sia differente rispetto al proprio vissuto e lontana dall’immagine interiore generatasi in passato. La dinamica esterna di una costellazione è sempre più̀ ampia e completa rispetto alla dinamica interiore di una persona che vive sempre in modo soggettivo gli eventi della vita. Una nuova immagine, nuove emozioni che potranno emergere nel cliente che decide di lavorare con le costellazioni, lasceranno un segno profondo che metterà̀ in movimento un processo di crescita e di sostituzione delle immagini interiori derivanti dal passato e dalla propria limitata visione della vita.

 

Calendario per la stagione 2021-2022

L’orario di ogni singolo incontro è dalle 15.00 alle 19.30

26 settembre / 24 ottobre / 21 novembre / 19 dicembre
2022: 23 gennaio / 20 febbraio / 20 marzo / 10 aprile /
22 maggio / 26 giugno / 17 luglio

*Tutte le date potranno subire delle variazioni, rimanete aggiornati sul sito, sulla pagina FB e tramite mail.
Se vuoi partecipare anche te al prossimo incontro, vai al CALENDARIO COSTELLAZIONI FAMILIARI per vedere tutte le nostre date.

Giancarlo Collura
Swami Jivanmukta Saraswati

Facilitatore in Costellazioni familiari formatosi con Bert e Sophie Hellinger, Diplomato presso l’Università Europee Jean Monnet di Bruxelles in Costellazioni Familiari e Sistemiche. Insegnante di yoga (Diploma FIY), discepolo di Swami Veda Baharati e oggi Sannyasin di Swami Gurupuja Saraswati, laureato in DAMS a Bologna, e laureato in musica jazz al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, Master Reiki; da più di vent’anni si occupa della ricerca in campo umano, energetico e spirituale dell’uomo per una armonica evoluzione delle essere.

Presidente del Centro yoga Shakty di Seregno, opera su tutto il territorio italiano, ovunque possa portare il proprio servizio e la propria conoscenza.

Per contatti:
giancarlocollura@gmail.com
Cell: +39 347-4674567