Meditazione
La meditazione è uno stato dell’essere, si raggiunge attraverso la concentrazione e il distacco dagli impulsi sensoriali.
Introduzione
La meditazione è uno stato dell’essere, si raggiunge attraverso la concentrazione e il distacco dagli impulsi sensoriali.
Cosa s’intende per “stato dell’essere?”
La veglia è uno stato dell’essere, quando ci svegliamo al mattino e iniziamo la nostra giornata siamo più o meno coscienti e viviamo la quotidianità portando a termine i vari impegni. Non ci impegniamo ad essere svegli, lo siamo. Hai bisogno di ripetere nella tua mente “sono sveglio, devo essere sveglio, rimango sveglio e vivo la mia vita…?”, mi auguro di no. Anche il sonno è uno stato dell’essere, quando si è immersi nel sonno profondo non ci si impegna a restarci, si è nello stato di sonno e lo si vive pienamente.
La meditazione è uno stato dell’essere in cui si entra facendo emergere la propria coscienza superiore,
questa dimensione ci permette di distaccarci dai pensieri della vita quotidiana e dagli impulsi sensoriali che ci tengono perennemente dipendenti dall’ambiente esterno. In meditazione si vive una condizione in cui si mantiene una connessione profonda con sé stessi. Gran parte dei disturbi come ansia, agitazione, stress, depressione, insonnia, problemi digestivi, cefalee, debolezza fisica, stati emotivi incontrollati, paure, infelicità, salute cagionevole, derivano da una condizione mentale incontrollata e continuamente agitata.
Non avendo ricevuto una educazione alla meditazione sin da bambini, non è facile comprendere cosa sia la meditazione ed il controllo della propria mente perché comporta un differente approccio con sé stessi, con il proprio corpo, con le emozioni e con gli stati mentali. Il primo errore che si commette è cercare nella meditazione la soluzione agli stati di ansia, di depressione, di eccessiva agitazione emotiva e mentale, perché la meditazione necessita già di una condizione di autocontrollo e auto-osservazione sufficiente per approcciarsi alla pratica.
Le persone che vivono immersi in una condizione di eccessiva agitazione mentale e fisica, con un corpo dolorante e irrequieto, dovrebbero iniziare con la pratica dello Hatha Yoga prima di avvicinarsi alla meditazione perché questa necessita di un minimo di controllo del corpo, del respiro e del mentale.
Il silenzio interiore.
Il primo obiettivo della meditazione è raggiungere la tranquillità mentale
La mente è un processo infinito e pressoché inconoscibile. La dimensione ordinaria della mente porta a produrre continuamente pensieri e si crede che questa sia una condizione naturale e immutabile ma in realtà è la prima causa di irrequietezza e di disordine.
L’irrequietezza mentale genera tumulti interiori che si riflettono sulla vita quotidiana, questo spesso accade senza che ci si accorga di essere immersi all’interno di meccanismi fuori controllo.
Quando si vive in condizioni del genere si commette l’errore di attribuire a fattori esterni la causa della propria condizione, così diamo la responsabilità ai problemi di lavoro, ai problemi relazionali, ai soldi, ai figli, all’amore, perdendo di vista l’origine del problema: il tumulto interiore.
Lo yoga sposta l’attenzione dal mondo esterno al mondo interiore invitando a mettersi alla conoscenza di sé stessi e a mettersi in contatto con la parte profonda del proprio essere, anziché entrare in conflitto con l’ambiente circostante.
Irrequietezza, frustrazioni, infelicità, così come paure e rabbia, sono stati della mente, non sono la mente. Il silenzio interiore è uno strumento molto potente per alleviare e trasformare le nostre tensioni in energia costruttiva.
Il primo obiettivo da raggiungere entrare in uno stato di meditazione è la concentrazione e questa si sviluppa tramite l’attenzione.
L’attenzione è una ferma applicazione della mente con cui si ottiene la capacità di mantenere la mente focalizzata su un punto o su un oggetto. La condizione prolungata nel tempo dell’attenzione porta a sviluppare la concentrazione, questa ci porta al contatto profondo con l’oggetto di osservazione. Mantenendo un prolungato stato di concentrazione si sviluppa la percezione, ossia una espansione delle capacità di osservazione e di comprensione profonda verso l’oggetto della propria osservazione, è un’apertura dei sensi superiori di una nuova e più nobile capacità di attenzione verso nuovi piani di conoscenza di sé stessi e dei propri meccanismi interiori.
Concentrazione e meditazione.
È sottile il passaggio da concentrazione a meditazione.
Per entrare in uno stato di meditazione è necessario raggiungere lo stato di prathyahara il distacco dall’influenza dei sensi che connettono con l’esterno e che attirano la propria energia in modo centrifuga al di fuori del proprio centro.
I sensi portano all’esterno e il contatto con gli oggetti esterni e la vita mentale attivano i pensieri turbando la calma mentale. Quando la mente è immersa nella pratica yoga raggiungerà la concentrazione che porterà allo stato di meditazione.
La concentrazione calma la mente e le emozioni, purifica, fortifica il fluire dei pensieri e chiarifica le idee.
Le prime esperienze da realizzare in un percorso di meditazione dovrebbero essere condotte utilizzando oggetti di concentrazione materiali come la fiamma di una candela, un simbolo, un suono oppure all’immagine di una forma divina per coloro che hanno una propensione verso la spiritualità teista.
Soltanto quando la mente sarà capace di concentrarsi su un punto materiale si potrà portare l’attenzione ad un oggetto di concentrazione più sottile come i chakra, le nadi, l’Amore universale, l’infinito, la Natura o l’Assoluto.
Non bisogna confondere Manorajya (la vana fantasticheria) con la concentrazione. Far saltellare la mente tra un’immagine ed un’altra non è concentrazione.
Quando vi è un profondo stato di concentrazione, tutto il prana la propria energia vitale salirà verso la testa risvegliando il potenziale mentale umano.
Chi inizia a praticare la concentrazione potrà fare nuove esperienze anche a livello fisico, sentire agitazione nei muscoli, nelle articolazioni, e sensazioni nuove e particolari in alcune zone del corpo.
Questi effetti sono dovuti al fatto che l’energia portata verso l’alto, stimolerà nuove connessioni e nuovi canali energetici che possono generare una risposta del corpo.
Colui che è pieno di pensieri bizzarri, pieno di passioni e desideri faticherà a sviluppare una buona concentrazione. Una condotta retta, una postura stabile, un respiro regolare e la capacità di astrazione dai pensieri di una mente ordinaria sono i primi passaggi da realizzare.
La concentrazione purifica, calma le emozioni che nascono, fortifica il corso dei pensieri e rende chiare le idee.
La concentrazione migliora la vita quotidiana perché rende più stabili i pensieri e più decise le azioni e la capacità di realizzare ogni nostro progetto o pensiero.
La concentrazione permette all’essere umano di possedere una chiara visione mentale e di rendere questa visione concreta nel mondo materiale.
Nello stato di meditazione non si ode nessun suono, non si vede nessun colore, nessuna immagine, non si compie nessun gesto volontario,
si rimane semplicemente immersi in una dimensione straordinaria del proprio essere. Questa dimensione è il luogo in cui si vive una differente condizione di pace e di felicità.
La meditazione non è una via di fuga dai propri problemi, dall’infelicità o dalla realtà, ma esattamente il contrario. Attraverso le pratiche di meditazione si osserva la propria vita con. Occhi differenti trovando nuovi punti di vista, nuove soluzioni e scoprendo nuove dimensioni del proprio essere.
Inizia a Meditare:
La meditazione è uno stato dell’essere
La meditazione si raggiunge con il retto sforzo
La meditazione non è un fatto mentale, la mente è uno strumento per raggiungerla
La meditazione non necessita conoscenze segrete ma pratica costante
La meditazione è una via per entrare in contatto con la parte più profonda di sé stessi
Il più grande ostacolo per raggiungere uno stato di meditazione sei tu
Entra in meditazione con umiltà
Sii semplice e sincero
Sii paziente
Allontana con gentilezza e determinazione ogni senso di scoraggiamento
Il successo e il fallimento non esistono in una pratica di meditazione
Ogni volta che praticherai, entrerai in contatto con una parte profonda del tuo essere
Siamo esseri viventi in continua crescita e mutamento. Ogni giorno, in ogni istante cresciamo e cambiamo. Stare in contatto con sé stessi implica un continuo aggiustamento che va cercato e mantenuto. In virtù della legge di mutamento, tieni a mente che non puoi osservarti interiormente due volte e trovare le stesse sensazioni, le stesse immagini, lo stesso stato
Il vuoto è ciò che ti porterà stabilità e centratura
La contemplazione è ciò che t’insegnerà che non c’è nulla da fare, ma soltanto “essere”
La presenza, il “qui ed ora” sarà la tua guida
Il respiro sarà la tua forza
Il silenzio è il più grande maestro, ma affidati ad una guida per il primo periodo
Fai della meditazione un atto sacro verso te stesso e un’offerta alla vita che hai avuto in dono
Ogni volta che riceverai qualcosa, impara a rinunciare a qualcosa
Ogni volta che farai un’esperienza nuova abbandona un’esperienza vecchia
